Questa pagina raccoglie una selezione di mostre, esposizioni ed altre iniziative culturali che si ritiene opportuno segnalare. La scelta è curata dal Prof. Gaetano Cofini.

Accedere alle rispettive pagine web indicate per visualizzare i dattagli dell'iniziativa.
 

EVENTO SOTTOTITOLO DATE DOVE CITTÀ LINK
Un'Antichità moderna   fino al 1 marzo 2020 Villa Medici, Académie de France ROMA https://www.villamedici.it/mostre/unantichita-moderna/
Roma Festival Barocco XII edizione 2019 24 novembre - 11 dicembre 2019 Roma centro ROMA https://www.romafestivalbarocco.it
Più libri più liberi Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria 4-8 dicembre 2019 Convention Center - La Nuvola, Viale Asia 40 ROMA https://plpl.it/
Nikola Tesla   fino al 26 gennaio 2020 Spazio Ventura di Milano Lambrate MILANO https://www.mostratesla.it/
Nati dopo l'89  (anno della caduta del Muro di Berlino) fino al 14 febbraio 2020 Goethe-Institut Rom, Via Savoia 15 ROMA https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/rom/ver.cfm?fuseaction=events.detail&event_id=21672195
GUGGENHEIM. La collezione Thannhauser Da Van Gogh a Picasso fino al 1 marzo 2020  Palazzo Reale MILANO

https://www.palazzorealemilano.it/mostre/la-collezione-thannhauser-da-van-gogh-picasso

http://www.mostraguggenheimmilano.it/

 Il mito immortale di Carthago   fino al 29 marzo 2020 Parco archeologico del Colosseo ROMA

www.parcocolosseo.it

www.electa.it/ufficio-stampa/carthago/

Impressionisti segreti   fino all'8 marzo 2020 Palazzo Bonaparte, Piazza Venezia 5 ROMA www.mostrepalazzobonaparte.it/impressionisti-segreti
 Pompei e Santorini: l'eternità in un giorno   fino al 6 gennaio 2020 Scuderie del Quirinale, Via XXIV maggio 16 ROMA www.scuderiequirinale.it/mostra/pompei-e-santorini-leternita-in-un-giorno
La Meccanica dei mostri Da Carlo Rambaldi a Makinarium fino al 6 gennaio 2020 Palazzo delle Esposizioni, Via Nazionale 104 ROMA

www.palazzoesposizioni.it/mostra/carlo-rambaldi-la-meccanica-dei-mostri-da-carlo-rambaldi-a-makinarium

www.agi.it/spettacolo/cinema/carlo_rambaldi_mostra-6409420/video/2019-10-22

Donne: corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione   fino al 10 novembre 2019 Galleria d'Arte Moderna, Via Francesco Crispi 24
ROMA
www.galleriaartemodernaroma.it/it/mostra-evento/donne-corpo-e-immagine-tra-simbolo-e-rivoluzione

 

 

 

DOVE:       Parco archeologico del Colosseo              

QUANDO:          fino al 29 Marzo 2020

INFO:         www.parcocolosseo.it;           www.electa.it/ufficio-stampa/carthago/

 

L’esposizione è visitabile fino al 29 marzo 2020 nei monumentali spazi del Colosseo e del Foro Romano con oltre quattrocento reperti, provenienti dalle più prestigiose istituzioni museali italiane e straniere. La rassegna lega le vicende delle due grandi potenze del mondo antico messe a confronto, Cartagine e Roma e si caratterizza per la ricchezza documentaria arricchita dall’ausilio di inedite ricostruzioni e installazioni multimediali.

E' un lungo percorso narrativo che si snoda, negli spazi del Colosseo, dalla fondazione dell’Oriente fenicio passando per la storia della città e dei suoi abitanti, l’espansione nel Mediterraneo e la ricchezza degli scambi commerciali e culturali nella fase che va dalle guerre puniche all’età augustea, sino a giungere alla complessità del processo di romanizzazione che ha portato Roma ad annientare, nella battaglia delle Egadi (241 a.C.), quella che era ormai divenuta l’unica temibile rivale per il controllo del mare. Il processo di interscambio culturale tra le sponde del Mediterraneo è raccontato, all’interno del Foro Romano, nel tempio di Romolo con i casi di studio di Nora e Pantelleria. Il percorso prosegue nella Rampa imperiale con la rifondazione della nuova Colonia Concordia Iulia Carthago che per tutta l’età imperiale si distinguerà per la sua superficie di oltre 200 ettari e che diverrà a tutti gli effetti una città monumentale dotata di edifici da spettacolo e lussuose abitazioni private, famose ovunque per la ricchezza dei loro mosaici policromi di cui si hanno in mostra alcuni straordinari esemplari; si conclude quindi con testimonianze del nascente cristianesimo, di cui Cartagine è stata uno dei principali centri propulsori

Se l’aspetto del tutto prevalente dei rapporti tra queste due città nella storiografia moderna è incentrato sulle vicende delle guerre puniche e sulla figura emblematica di Annibale, la ricerca archeologica mette in luce relazioni molto più articolate tra le due metropoli, caratterizzate anche da momenti di dialogo e da relazioni commerciali di particolare rilievo. Come commenta il direttore del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo “La mostra vuole andare oltre le vicende a tutti note delle guerre puniche e di Annibale, mettendo in luce gli articolati rapporti tra Cartagine e Roma e, soprattutto, il ruolo decisivo di queste due potenze nelle dinamiche politiche e commerciali del bacino del Mediterraneo. Un’esposizione che restituisce la forza e la fortuna dell’incontro delle diverse culture insediate lungo le rive del nostro mare”.

DOVE:       Palazzo Bonaparte, Piazza Venezia 5                          

QUANDO:  6 ottobre 2019 - 8 marzo 2020

INFO:         www.mostrepalazzobonaparte.it/impressionisti-segreti

 

Per celebrare l’apertura del Palazzo Bonaparte, nelle meravigliose sale del piano nobile dove visse Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, saranno esposte oltre 50 opere di artisti tra cui Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin, Signac, Van Rysselberghe e Cross.

Tesori nascosti al più vasto pubblico, provenienti da collezioni private raramente accessibili e concessi eccezionalmente per questa mostra, offrono una occasione unica per compiere un affascinante viaggio alla scoperta dell'Impressionismo, il movimento artistico d’Oltralpe più famoso al mondo, all’interno della prestigiosa e mai svelata cornice di Palazzo Bonaparte, uno dei gioielli più segreti e meglio conservati di Roma.

DOVE:       Scuderie del Quirinale, Via XXIV Maggio 16    

QUANDO:          fino al 6 Gennaio 2020

INFO:         www.scuderiequirinale.it/mostra/pompei-e-santorini-leternita-in-un-giorno

 

Pochi avvenimenti hanno marcato la storia del pensiero moderno più della riscoperta di Pompei nel 1748: quasi 1700 anni prima la pioggia di cenere e lapilli provocata dall’eruzione del vulcano conservò l’antico centro urbano e la complessità della sua vita quotidiana.    Mai come prima di allora è stato possibile leggere la vita degli antichi, rapportandola agli spazi urbani, al rito, alla vita domestica, analizzando i complessi intrecci sociali di una città così antica. Una nuova visione del passato, composta dallo stupore per la riscoperta e dallo sgomento per la catastrofe eruttiva, ha contribuito a fare di Pompei il sito archeologico più importante al mondo.  Come tanta arte e letteratura ci hanno raccontato, a Pompei il presente e il passato si uniscono nell’evocazione di una vita drammaticamente interrotta dalla tragedia del 79 dopo Cristo, eppure, ancora, velatamente presente. La moderna archeologia è nata e prospera nel sito vesuviano, dove il mondo antico ha cominciato a raccontarsi, come un “immenso edificio del ricordo”.

In un clima culturale radicalmente diverso, immerso nel pensiero scientifico del XX secolo, la riscoperta dell’insediamento di Akrotiri a Santorini nel 1967 ha riaperto il ragionamento sul tema della catastrofe naturale e della scoperta. Circa un decimo del sito è stato scavato. L’antico centro minoico, distrutto da una spaventosa eruzione a metà del II millennio avanti Cristo – eruzione che segnò profondamente gli equilibri sociali e politici del Mediterraneo - ha restituito, sepolti sotto la cenere vulcanica, edifici, affreschi, ceramiche e forniture perfettamente conservate. Come a Pompei, i preziosissimi reperti permettono di resuscitare una civiltà ricca e complessa, evocando allo stesso modo la catastrofe che ha messo fine alla sua storia.

La mostra propone un confronto straordinario e inedito fra i due siti antichi, accomunati da un’identica fine. Due interi insediamenti umani furono seppelliti dalle eruzioni, con i loro ideali, il loro credo, le loro culture. Il tema della catastrofe e della rinascita accompagnerà i visitatori in un sorprendente percorso nel tempo che li immergerà nella Storia, nella Sorpresa e nel Buio, nella Bellezza.

Pur con modalità diverse, le due antiche città rivelano sotto un mantello di cenere l’istante della fine che diventa elemento d’ispirazione per l’arte. In mostra numerose sono le suggestioni provenienti da un percorso, quasi parallelo, di opere d'arte moderna e contemporanea: da Turner a Damien Hirst, passando per Valenciennes, Warhol, Burri e Giuseppe Penone.

Da Carlo Rambaldi a Makinarium

DOVE:       Palazzo delle Esposizioni, Via Nazionale 104    

QUANDO:          fino al 6 Gennaio 2020

INFO:         www.palazzoesposizioni.it/mostra/carlo-rambaldi-la-meccanica-dei-mostri-da-carlo-rambaldi-a-makinarium

www.agi.it/spettacolo/cinema/carlo_rambaldi_mostra-6409420/video/2019-10-22

La mostra racconta la storia di Carlo Rambaldi (1925-2012), l’uomo degli effetti speciali, indissolubilmente legata a quella del Cinema mondiale.

Per l’occasione saranno mostrati al pubblico i bozzetti che hanno portato alla versione definitiva di ET, gli studi su King Kong, Alien e molto altro, come i progetti tecnici sulle movimentazioni dei diversi personaggi. Sua è la paternità del Pinocchio di Luigi Comencini, realizzato in meccatronica e che garantiva alla marionetta movimenti a distanza mai visti per quell’epoca.

 

Dopo aver lavorato con i maggiori registi italiani - Lucio Fulci, Lamberto Bava, Pupi Avati, Dario Argento - nella metà degli anni ‘70 si trasferisce negli Stati Uniti, dove collaborerà con i maggiori registi dello Star System Hollywoodiano, Steven Spielberg, Ridley Scott, Oliver Stone, David Linch. Negli anni americani vincerà ben tre premi Oscar. Con lui gli effetti speciali hanno finito  di essere solo trucco scenico e sono diventati parte integrante della narrazione filmica.

La rassegna documenta anche le generazioni successive a Rambaldi e, come queste, dopo gli anni del boom del digitale, siano tornate alla meccatronica associata al digitale. Il gruppo Makinarium, tra i più importanti al mondo di questo settore, ha restaurato le opere di Rambaldi in mostra e una sezione documenta il loro lavoro nel cinema oggi. Esiste una continuità tra il maestro ferrarese e le tecniche usate oggi per gli effetti speciali. Le tecniche costruttive di alcuni mostri della factory Makinariun hanno incredibili similitudini con le creature che hanno caratterizzato il cinema negli anni Settanta e Ottanta.

DOVE:       Galleria d'Arte Moderna, Via Francesco Crispi 24     

QUANDO:          fino al 10 Novembre 2019

INFO:         www.galleriaartemodernaroma.it/it/mostra-evento/donne-corpo-e-immagine-tra-simbolo-e-rivoluzione

 

 

Fino al 10 Novembre 2019 alla Galleria d'Arte Moderna, una riflessione sulla figura femminile attraverso artisti che hanno rappresentato e celebrato le donne nelle diverse correnti artistiche e temperie culturali tra fine Ottocento, lungo tutto il Novecento per arrivare ai giorni nostri.

Circa 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline - Galleria d’Arte Moderna e MACRO - a documentazione di come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica, da oggetto da ammirare, in veste di angelo o di tentatrice, a soggetto misterioso che s’interroga sulla propria identità fino alla nuova immagine nata dalla contestazione degli anni sessanta.

Il percorso espositivo è accompagnato da materiale documentario, videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici, provenienti dalla Cineteca di Bologna e dall’Archivio dell’Istituto Luce-Cinecittà che ne hanno curato la realizzazione, tratti da opere cinematografiche e cinegiornali, oltre che da video di performance e film d’artista.

In una sala della mostra è proiettato il film, prodotto dall’Istituto Luce, Bellissima (2004) di Giovanna Gagliardi che attraverso documenti storici dell'Archivio Luce, spezzoni di film, canzoni popolari e interviste racconta per immagini il cammino delle donne nel ventesimo secolo.

L’ultima sezione della mostra è dedicata alle dinamiche e le relazioni tra gli sviluppi dell’arte contemporanea, l’emancipazione femminile e le lotte femministe.

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